Prodotto all’antica Abbazia di Praglia sui Colli Euganei lo champagne dei monaci
Non tutti sanno che in Veneto – alle pendici dei Colli Euganei – si produce lo ”champagne‘ dei monaci benedettini. Molti invece conosco la storia dei monaci belgi mastri birrai di grande tradizione. Cogliamo quindi subito l’occasione per scoprire insieme questa eccellenza del territorio euganeo. I Monaci coltivano infatti i vigneti della loro abbazia e poi confezionano l’uva in un metodo classico impeccabile. Il Capitulum LVI ha una bollicina cremosa e ottima acidità, è secco e sapido ma con una morbidezza di fondo molto piacevole. Il nome rimanda al Capitolo LVI della Regola dell’Ordine di San Benedetto, che stabilisce che l’abate mangi sempre in compagnia degli ospiti e dei pellegrini.

L’Abbazia di Praglia e i Colli Euganei
Situata ai piedi dei Colli Euganei, a pochi chilometri da Padova, l’Abbazia di Praglia è un capolavoro di architettura monastica e un centro spirituale di grande fascino. La sua storia affonda le radici nel Medioevo e si intreccia con le vicende della Serenissima Repubblica di Venezia e della Chiesa cattolica, attraversando momenti di splendore e di crisi. Ancora oggi, è abitata dai monaci benedettini che ne custodiscono il patrimonio artistico e culturale, rendendola un luogo vivo e ricco di tradizioni.
Le origini e lo sviluppo medievale
La fondazione dell’Abbazia di Praglia risale al XI secolo per volontà di un nobile locale, probabilmente appartenente alla famiglia dei Maltraversi. Inizialmente, il monastero ebbe una funzione agricola e spirituale, in linea con la regola benedettina del Ora et Labora (prega e lavora). I monaci si dedicarono alla bonifica dei terreni circostanti, contribuendo alla bonifica e allo sviluppo dell’agricoltura nell’area.
Nel XIII secolo, il monastero divenne un importante centro religioso e culturale, ampliando la sua influenza su vaste aree del Veneto. Durante questo periodo, ricevette donazioni e privilegi da parte di nobili e vescovi, accrescendo il proprio prestigio.

Il Rinascimento e il massimo splendore
Il periodo di massimo splendore dell’abbazia si ebbe tra il XV e il XVI secolo, quando avvenne la ricostruzione in stile rinascimentale. Grazie al sostegno della Repubblica di Venezia, Praglia divenne un centro di cultura e spiritualità, attirando studiosi, artisti e teologi. Risalgono a questo periodo gli splendidi chiostri, la monumentale biblioteca e il maestoso refettorio, decorato con affreschi di notevole valore.
L’architettura del complesso si ispira ai principi di armonia e semplicità tipici del monachesimo benedettino. La chiesa abbaziale, dedicata all’Assunzione della Vergine, conserva opere d’arte rinascimentali e un pregevole coro ligneo intarsiato.
Il declino e la rinascita
Come molte altre istituzioni religiose, l’Abbazia di Praglia subì un duro colpo con le soppressioni napoleoniche del 1810. I monaci dovettero quindi abbandonare il complesso, che venne confiscato e destinato a usi civili. L’abbazia fu trasformata in deposito militare e successivamente in proprietà privata, subendo un progressivo degrado.
Solo nel 1904 i monaci benedettini poterono fare ritorno a Praglia, avviando un lungo e paziente lavoro di restauro. Nel corso del XX secolo, l’abbazia è tornata a essere un centro di spiritualità e di cultura, recuperando il suo antico ruolo nella vita religiosa e sociale del Veneto.

L’Abbazia oggi: un luogo di fede, cultura e lavoro e champagne
Oggi, l’Abbazia di Praglia è un’importante comunità monastica in cui la Regola di San Benedetto continua a essere vissuta nella quotidianità. I monaci, oltre alla preghiera e allo studio, si dedicano a diverse attività:
- Restauro del libro antico: uno dei laboratori più prestigiosi in Italia, dove vengono restaurati manoscritti e testi storici provenienti da biblioteche di tutto il mondo.
- Produzione di miele, tisane e cosmetici naturali: secondo metodi tradizionali, con ingredienti coltivati nei terreni dell’abbazia.
- Accoglienza di pellegrini e visitatori: attraverso visite guidate e momenti di spiritualità, l’abbazia offre a chiunque un’opportunità di pace e raccoglimento.
L’abbazia è anche un luogo di grande interesse artistico e turistico. I suoi quattro chiostri – il chiostro della clausura, il chiostro botanico, il chiostro rustico e il chiostro doppio – offrono un itinerario affascinante tra architettura, natura e spiritualità. La biblioteca abbaziale, con i suoi oltre 100.000 volumi antichi, è un vero scrigno di sapere.
Oltre lo champagne dei monaci un simbolo della spiritualità veneta
Visitare l’Abbazia di Praglia significa immergersi in un luogo senza tempo, dove la storia si fonde con la spiritualità e la bellezza dell’arte. Ancora oggi, questo complesso monastico rappresenta un punto di riferimento per la cultura religiosa e artistica del Veneto, mantenendo viva una tradizione che dura da oltre otto secoli.
Se sei in cerca di un angolo di pace e contemplazione, Praglia è una meta assolutamente da non perdere.

Lo Champagne dei Monaci tra le Eccellenze Venete
L’incontro tra lo Champagne dei Monaci di Praglia e le Eccellenze Venete ha una storia alle spalle. Il founder Paolo Caratossidis ha infatti conosciuto la comunità monastica di Praglia ai tempi dell’Università. Il suo professore decano di storia dell’analisi economica gli aveva infatti proposto una tesi d’eccellenza sullo studio della Regula Monasteriorum in collaborazione con l’allora Abate benedettino.
“Ricordo ancora il primo giorno che mi recai a Praglia. Ho sempre amato e frequentato i Colli Euganei e sono anche sempre stato affascinato dalle tradizioni medievali. Come tutti i boomer che si rispettino ho divorato Il Nome della Rosa di Umberto Eco e, il film di Jean Jack Annaud ad esso ispirato – con la partecipazione di Sean Connery – è tuttora uno dei miei film preferiti. Ero un po’ intimidito da questa visione del mondo dei monaci, ma mi sono subito ricreduto. Ho scoperto una comunità eccezionale che sopravvive eroicamente ai nostri tempi.“
Poi quest’anno l’Abbazia di Praglia è stata inoltre la sede prestigiosa prescelta per ospitare la celebrazione e premiazione delle Eccellenze Venete.




REGIONE Veneto
VITIGNI Garganega, Chardonnay, Raboso Piave
METODO Classico
AFFINAMENTO 34 mesi
FILOSOFIA Interventi minimi in vigna e in cantina
GRADAZIONE 12,5%