Le eccellenze venete non temono dazi. Le nostre imprese infatti non si scoraggiano facilmente e stanno già studiando più exit strategies in vista della nuova ventilata guerra commerciale di scala planetaria, di cui i prossimi dazi di Trump sono solo gli apripista. Il mondo è in subbuglio e i conflitti costantemente in corso creano una situazione negativa che va a colpire in profondità il cuore del paese e del territorio: la sua produzione agroalimentare, le sue eccellenze.
Paolo Caratossidis che le eccellenze venete le conosce in profondità sa che la chiave per superare la tempesta perfetta della contrazione dell’export verso gli Stati Uniti è una sola. Lancia un grande progetto di marketing strategico che coinvolga i principali stakeholders del territorio.
Non fermarsi e non aspettare quindi tempi più sereni. Bisogna battere i mercati, farsi conoscere, sia dentro i confini regionali e nazionali e anche all’estero. Bisognerà sfruttare al massimo il turismo. Fino ad oggi il cibo è stato visto come un driver per il turismo. Io oggi credo e mi baso anche su dati conclamati, che possa crearsi il doppio binario. Il turista conoscerà un brand qui da noi per diventare un consumer fidelizzato poi a casa sua.
La sfida delle Olimpiadi di Milano e Cortina
Ma per fare questo poche storie. Bisogna accrescere la qualità della nostra offerta, anche e soprattutto in termini comunicativi. Partendo dalle basi, dalle reti e ovviamente dal territorio che deve essere quindi al centro del progetto e primo beneficiario di un rilancio in grande stile delle nostre eccellenze venete. Abbiamo una ghiotta occasione l’anno prossimo con le Olimpiadi di Milano e Cortina. Il Veneto tutto sarà battuto da milioni di stranieri, molti dei quali altospendenti ma consapevoli e informati, forse anche più dei locals riguardo le nostre radici gastronomiche. Anche per questo motivo le eccellenze venete non temono i dazi.
Parlare di eccellenza oggi è diventata un po’ una moda e, probabilmente il termine stesso è abusato anche da chi non lo rappresenta, ma vuole solamente fare il furbo. Non tutti i prodotti del made in Italy sono infatti delle e vere e proprie eccellenze. Non dobbiamo avere paura di affermarlo e di perorare una meritocrazia della nostra produzione agroalimentare che sta alla radice della nostra cultura culinaria.

Come l’intelligenza artificiale può aiutare le Eccellenze Venete
Il cibo è dunque salute, benessere, ambiente, ma in primis cultura, storia, tradizione. E su questi aspetti bisogna essere lungimiranti e realisti. Non si può infatti pretendere di ritornare al medio evo. Ma bisogna assolutamente tenere l’asticella della qualità molto alta. Ne va a rischio la nostra reputazione e credibilità mondiale. Le informazioni oggi viaggiano a colpi di clic e non basta quindi fare un prodotto buono e sano. Bisogna comunicarlo ed essere attrattivi proiettandosi nel futuro sempre più presente di una società ipertecnologica.
Inizia l’era dell’intelligenza artificiale anche nel cibo. Il Food insieme al Tourism (meno over e più experience) si devono necessariamente confrontare con questa nuova rivoluzione. A.I. aiuterà di certo l’economia che saprà sviluppare strategie adeguate e cavalcare l’onda dei cambiamenti epocali che vivremo. Molte nostre aziende oggi soprattutto in Veneto producono qualità eccelsa senza poi raccontare nulla. Questo purtroppo è un grosso limite che rischia invece di avvantaggiare i nostri numerosi e agguerriti competitors.
I dazi di Trump quindi non ci devono spaventare. Devono invece aiutarci a riflettere e reagire in modo proattivo e autenticamente resiliente per affrontare con successo la partita del domani.


